Il Battaglione F

Iniziamo oggi una serie di Post dedicati al tema della manifestazione del 25/26 Aprile prossimo,
“..a ricercar la patria smarrita..” 1944 i combattenti italiani sulla linea Gustav. 

Abbiamo ricercato informazioni e foto sul web e citeremo sempre le fonti dalle quali le abbiamo raccolte. 
Ci piace evidenziare, in questa nostra prefazione, la passione che anima tante persone nell’onorare e ricordare quello che accadde 70 anni fa a soldati Italiani che spesso si sono trovati a spararsi contro, divisi da ideali diversi, situazioni diverse, obblighi diversi. La storia alla fine ha decretato vincitori e vinti, siamo di nuovo uniti nella nazione e nel continente, ma come spesso accade ci sono pagine che vengono lette e ricordate sempre, altre che restano a ingiallire nel tempo, dove i colori sono vivi solo per coloro che le hanno vissute fino all’ultimo respiro; eppure quegli uomini non erano da meno degli altri.

Affinchè quel respiro non sparisca per sempre, con la stessa passione degli amici che non conosciamo ma di cui abbiamo apprezzato il lavoro fatto nel web, vi auguriamo una buona lettura con le parole del Gen. Harding ai combattenti del Battaglione F. 

“Avete scritto una fulgida pagina di storia nella storia della liberazione del vostro paese, una pagina che verrà spesso riletta in avvenire. Ora finita la battaglia molti fra di noi stanno per tornare a casa. I soldati del 13° Corpo d’Armata non vi dimenticheranno. In nome di loro, nonché da parte mia vi saluto e vi formulo ogni augurio. Addio”
Anche noi non dimentichiamo…
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L’8 settembre 1943, all’atto dell’armistizio, un gruppo di paracadutisti del III e XI Battaglione Nembo in sosta a Soveria Mannelli (CZ), si raccolse attorno al Capitano Carlo Francesco Gay per continuare la guerra contro i tedeschi. L’obiettivo era quello di raggiungere la città di Roma ed organizzarne la difesa. Giunti a Castelfranco in Mescano (BN), i paracadutisti seguirono la pressante richiesta di protezione avanzata dalla popolazione locale e si fermarono nel paese fino al 20 settembre 1943, dopo essersi messi a disposizione della 1° Divisione Canadese. Trasferiti a Lucera (FG), ebbero presto modo di distinguersi in rischiose pattuglie dietro le linee nemiche nella zona di Campobasso, Boiano, Putrella ed Isernia.
Il 9 dicembre 1943 si costituirono in reparto regolare con la denominazione di 1° Squadrone da ricognizione Folgore (F Recce Squadron) e, passati alle dirette dipendenze del XIII Corpo Britannico con base a Campobasso, assunsero compiti esplorativi ed informativi. L’organico dello Squadrone il 15/1/1944 risultava costituito da 116 uomini comprensivi di : 9 ufficiali di cui due non paracadutisti (i quali abbandoneranno dopo poco il reparto), 10 sottufficiali paracadutisti e 3 carristi , 94 tra graduati e militari. (Mentre il 15/3/44 le unità salgono a : 11 ufficiali , 15 sottufficiali e 117 uomini di truppa).
Dopo un breve periodo di addestramento il reparto venne trasferito a Casoli, ai piedi della Maiella (5/1/44), dove effettuò una serie di pattuglie esplorative su Pizzoferrato, Gamberale, Monterotondo, Guardiagrele, Palena, Caprifico.
Il 20/3/1944, lo Squadrone F , trasferito a Sesto Campano, prese parte alla Battaglia di Cassino a copertura del fianco destro del XIII Corpo d’Armata occupando Roccasecca, Santo Padre, Arpino, Isola Liri, Veroli, Alatri ed Anagni. Dopo la liberazione di Roma (3/6/44) il reparto venne dislocato a Bagnaia (VT) e impiegato nel rastrellamento dei monti Cimini; proseguì poi verso il Trasimeno con presidio a Panicale ed effettuò puntate offensive ed esplorative nella Val di Chiana, Cortona, Tuoro. Trasferiti a Cartiglio Fiorentino, i paracadutisti occuparono di sorpresa Monte Corneto, Montecchi e Palazzo del Pero. A causa delle ingenti perdite subite l’unità fu rafforzata da un contingente di volontari provenienti da Roma (alcuni di questi molto giovani, cl. 1927) accompagnati dal Cap. Bonciani (1/8/44). Raggiunta la zona di Ponte a Ema, furono inviate in esplorazione delle pattuglie lungo l’Arno, fra le località di Rovezzano e Lastra a Signa, con puntate offensive su Settignano, Fiesole, Ontignano, Ugnano, Badia a Settimo. Lo Squadrone prese anche parte alla Battaglia di Firenze attraversando l’Arno in più punti e, con l’appoggio dei partigiani, occupò Le Cura (18/8/44); alcuni militari entrarono nella cittadina in tenuta borghese per dare la caccia ai franchi tiratori, mentre il resto del contingente militare, aiutato dalle “Bande locali” impedì la distruzione del ponte della “Vittoria” e del “Ponte a Signa”. A battaglia ultimata il Gen. Kirkman passò in rivista lo Squadrone elogiando l’attività dei parà e rievocando le loro gesta lungo la linea Hitler e Gustav fino alla Liberazione di Firenze. I paracadutisti credevano di avere qualche giorno di riposo dopo gli ultimi scontri, ma furono subito inviati con la 6° Div. Corr. Pugno di Ferro a Regello per poi occupare Pratomagno e la zona di Monte Pomponi, Caiano (dove cadono le M.O.v.m. Capanna e Boccherini) e La Consuma a protezione del fianco destro, arrivando in un secondo momento fino a Londa e sul passo del Muraglione, occupando Premilcuore (20/10/44)e inviando pattuglie su Rocca San Casciano, Monte San Marco, con lo scopo di creare una saldatura tra la 5° e l’8° Armata Alleate.
L’inverno del 1944 bloccò l’avanzata Alleata e lo Squadrone F restò a Fiesole in sosta e per seguire due cicli di istruzione. Ai primi di gennaio 1945 lo Squadrone ricevette l’ordine di raggiungere Casola Val Senio per assestarsi lì e creare una saldatura tra 5° ed 8° Armata, dove solo 130 uomini furono posti a rimpiazzo dei precedenti 450 del Battaglione Indiano; sostituiti poi a loro volta da un Btg. del San Marco, rientrarono nella base di Fiesole e furono impiegati nella zona a Sud-Est di Bologna arrivando a soli 11 Km da Imola e inviando pattuglie lungo la Pianura Padana (10/03/45). Nel mese di febbraio 1945, come traspare dai racconti dei reduci e dalla relazione mensile di Gay allo SMRE, si sentirono forti la tensione e l’emotività fino a quel punto nascosta e si fece chiara e pesante l’idea che la guerra che si stava combattendo era fatta tra italiani. Il 7 febbraio, dopo uno scontro, restano sul terreno dei materiali: risulta subito evidente che lo Squadrone ha combattuto contro un nucleo di Bersaglieri alle dipendenze tedesche (il nucleo tentava di agire sul fianco dell’unità di paracadutisti). Nella stessa giornata il neo-nato Ministero della Guerra assegnò allo Squadrone il veneziano S.Ten. Livio Luzzato, militare che, a causa del cognome di origine ebraica era riuscito a farsi aggregare a questa unità. Il 12 febbraio 1945, dopo pochi giorni di militanza a fianco dei paracadutisti, L.Luzzato scomparve durante una pattuglia a Casola Valsenio. Solo dopo la guerra si venne a conoscenza che il suo aggregamento allo Squadrone era stato soltanto un alibi e il suo scopo era stato quello di riuscire a raccogliere maggiori informazioni possibili sulle truppe alleate (lo Squadrone F rappresentava, in quanto unità più vicina a quelle Alleate, una fonte di notizie certe) e portarle a Salò, dove si riunì alle unità della X Mas.
Il 28 marzo 1945 il Gen. Mc Creery chiese al cap. Gay di scegliere 5 ufficiali e 100 paracadutisti per un’operazione di aviolancio a sud del Po, e, vista la pericolosità dell’intervento, stabilì che i partecipanti dovevano essere tutti volontari. Vennero scelti 140 elementi tra i più preparati dello squadrone: a questi si unirono 100 paracadutisti del Gruppo di Combattimento Nembo, comandati dall’allora Ten.Guerrino Ceiner. Dopo un breve periodo di addestramento a Gioia del Colle (BA), i volontari, riuniti a Castiglioncello, furono divisi in 24 pattuglie .
L’operazione “Herring”n.1, questo il nome dato all’operazione di aviolancio a sud del Po, prevedeva il lancio dei paracadutisti oltre la Linea Gotica, nella zona compresa tra Modena, Ferrara e Mantova con il compito di minare le strade di grande traffico, distruggere centri logistici e attaccare i comandi e le postazioni Nazi-Fasciste creando panico nelle retrovie nemiche. Il 20 Aprile 1945 decollarono i primi aerei dalla base di Rosignano Solvay (Livorno); alle 23.00 tutti i paracadutisti erano in volo per le rispettive zone di impiego . Al momento del lancio tutti gli aerei furono fatti bersaglio da forte tiro di contraerea nemica al punto che due aerei furono costretti a rientrare. I paracadutisti, a causa delle difficoltà causate dalla controffensiva nemica, si ritrovarono a terra sparpagliati su una zona molto vasta, suddivisi in piccoli gruppi: attaccarono colonne tedesche in movimento, comandi e centri logistici creando panico e confusione. L’azione che doveva durare poche ore vide le pattuglie isolate dietro le linee tedesche per più giorni e si concluse il 23 aprile 1945,riuscendo ad aprire la strada all’avanzata alleata.
Il lancio di Guerra rappresentò l’acme e nello stesso tempo la conclusione dell’epopea del Primo Squadrone da Ricognizione Folgore: il reparto venne infatti sciolto poco dopo il 25 giugno 1945, con una cerimonia nel Teatro Romano di Fiesole alla presenza del Gen. John Harding, che consegnò personalmente a ciascuno dei superstiti una lettera di stima . Il Gen. Harding concluse il suo messaggio con questo riconoscimento “Avete scritto una fulgida pagina di storia nella storia della liberazione del vostro paese, una pagina che verrà spesso riletta in avvenire. Ora finita la battaglia molti fra di noi stanno per tornare a casa. I soldati del 13° Corpo d’Armata non vi dimenticheranno. In nome di loro, nonché da parte mia vi saluto e vi formulo ogni augurio. Addio”

A ricordo di tutti i combattenti della Guerra di Liberazione,

Allo Squadrone F,

“Squadrone, abbiamo visto la caduta dell’Italia nostra, abbiamo contribuito alla rinascita della nuova Italia, stiamo assistendo alla crescita della moderna Italia, e dato che nessuno nasce ‘esperto’, nasce ‘imparato’, anche questa Italia ha bisogno di un periodo di tirocinio che servirà alla sua formazione, in cui i nostri figli ne sono direttamente partecipi apportando il loro contributo Abbiate fiducia di loro, come ho avuto fiducia di voi. Auguri a tutti voi un arrivederci a presto.”
Con affetto

Il Comandante Gay
(in occasione del 40° anniversario dell’Op. Herring)
Brano Tratto da: http://www.squadronef.it/

GENERAL McCREERY(right) IN A JEEP WITH GENERALS EISENHOWER AND CLARK

13 Jan 45. CG-19/15/45-50026. Scarperia, Italy. Lt. General S.C. Kirkman, C.G. 13th Corps (left), is shown with Lt.

 Recce Squadron
 Foto di Giovanni Baldini 11-1-2008 – Resistenza Toscana.it
 Foto di Giovanni Baldini 11-1-2008 – Resistenza Toscana.it
Foto di Giovanni Baldini 11-1-2008 – Resistenza Toscana.it


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